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A
vita bassa
Chi
avrebbe mai pensato che il pantalone più alla
moda fosse anche centenario?
Ebbene, la nascita del jeans si fa risalire al 1850,
quando Levi Strauss dà vita al più longevo
dei pantaloni, resistente alle stravaganze e alle mode
più disparate. Indossato come abito da lavoro
fino agli anni ’40 del 1900, il jeans diventa, nel dopoguerra,
un indumento originale per i giovani e per il tempo
libero, entrando nelle case degli europei. Ma è
solo col cinema americano degli anni ’50 che il jeans
si trasforma in “pantalone ribelle”, segno di rinnovamento
e immagine dell’anticonformismo, voce di chi prende
le distanze dalla noia e dalla falsità di un
mondo al quale non si sente di appartenere.
L'abito diventa messaggio ed espressione di un
gruppo, spesso a imitazione di un idolo del cinema o
del rock’n’roll.
A “sigaretta” o a “zampa d'elefante”, a “vita bassa”
o a “pinocchietto”, il jeans è diventato l’indumento
preferito dai teen ager, sorpassando anche la gloriosa
minigonna che, negli anni ’60, con stivali alti e reggicalze,
è stata l’ emblema della femminilità.
Lo stile sexy e provocante della mini lascia il posto
al più seducente e accattivante dei pantaloni.
Schiena scoperta e ombelico in vista è la legge
delle mode del nuovo millennio. Ora tocca al jeans trasandato
,largo, scolorito, con sfumature, ma necessariamente
a vita bassa. Imperversa, dunque, questa mania che lascia
intravedere tanga colorati o scritte appariscenti sulle
fasce degli slip. Così, oggi, i fondoschiena
semiscoperti si trascinano dietro non solo sguardi interessati
ma polemiche e proteste.
Nato più di un secolo e mezzo fa, questa mise
da lavoro è, ai giorni nostri, un bene di lusso.
I grandi marchi rispondono al prodotto di massa, ma
personalizzandolo, come il recente modello della Levis’
dotato di una particolare tasca porta cellulare, che
protegge dalle radiazioni emesse dall’apparecchio.
I jeans a vita bassa e strappati ad arte su gambe e
natiche, sono ormai un prodotto irrinunciabile.
Tra abbandoni e ritorni, la moda è un cerchio
che ruota intorno a se stesso.
di
Giovanna Guarino
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