"La
vita è un cortometraggio”
"La
vita è un cortometraggio"[1] .Il cortometraggio
è un prodotto audiovisivo cinematografico (narrativo,
documentario o sperimentale), la cui durata non superi
i trenta minuti. Il limite temporale contribuisce
a costituire la specificità di questa forma
breve: sostanzialmente “un particolare approccio al
personaggio e una trama semplificata”[2]. Detto ciò,
e può apparire un ossimoro, il corto, con il
suo essere “esploso frammentato sacrificato costretto
concentrato”, non ha “nulla a che vedere con una durata
definita, con un metraggio che non sia quello che
[gli] permetterà di porsi come ulteriore metro,
nuova misura obbligata per altri percorsi di spaziotempo”[3].
Si comprende quindi che analizzare questa forma significa
considerare e al contempo prescindere la variabile
temporale:il corto è una pellicola “non più
lunga di tanti metri”[4], temporalmente breve, spazialmente
corto, e parafrasando Tarkovskij una piccola scultura
fatta di tempo. Tempo che è la materia stessa
del cinema” [5], è il tempo ci mostra il tempo
che passa, la morte al lavoro di cui parla Cocteau[6],
tempo che di-mostra la morte e fa apparire la vita
”straordinariamente breve”.Il corto, per quanto corto,
è sempre “troppo lungo” rispetto alla vita,
poichè la vita stessa è un cortometraggio...
Wilde sosteneva che la “propria vera vita è
spesso la vita che non si vive”.Mi piace pensare si
riferisse al cinema , anche quando scriveva “noi ci
osserviamo, e la semplice meraviglia dello spettacolo
ci incanta”[7].
La
forma corta è stata presa in prestito da altri
generi[8].Per Calvino, il segreto dell’economia di
un racconto è un’immagine(così come
in un cortometraggio), per questo amava le fiabe,
le apprezzava per la loro economia, per il loro ritmo,
per la “logica essenziale con la quale sono raccontate”[9],
per la loro concisione e suggestione poetica.Ma nella
letteratura del Novecento, “l’atto della brevità”
ha trovato la sua massima realizzazione nell’aforisma,nella
poesia e nella short story. Aforisma viene dal greco
aphorismòs, da apò e orìzein,
ossia determinare, limitare. L’aforisma condensa,concentra
in uno spazio tipografico breve (così come
il corto in uno spazio audiovisivo) il massimo del
senso.“Illumina e insieme delimita”, è “massima
potenza nel minimo volume”[10]. E’ illuminazione,
l’ immenso che si dischiude in uno spazio limitato,
è poetica del tempo e temporalizzazione della
poesia. E’ un gas, compresso in un contenitore ermeticamente
chiuso, riscaldato fino a farlo esplodere. Il tempo
stesso è un gas, perchè “compresso il
tempo esplode, e ci colpisce con tutta la sua densità”[11].
E’ poesia perchè ciò che costituisce
la poesia,secondo Leopardi, è la ricerca di
“un’espressione necessaria, unica densa, concisa memorabile”.Nella
poesia espressione e contenuto si “saldano in quell’unico
modo, che non tollera cambiamenti, e che evidenzia
la dimensione visibile del testo, la sua organizzazione
iconica”[12]. Aforisma e poesia a parte, “l’atto della
brevità” ha trovato la sua fortuna letteraria
nel racconto breve.Partendo da Poe, passando da Kafka
fino ad arrivare a Carver, è riuscito ad imporsi
nell’immaginario collettivo come ancora non ha fatto
il corto. O almeno non l’ha fatto completamente: qui
il paragone si impone con altre forme brevi dell’audiovisivo,
il videoclip, il trailer, lo spot pubblicitario.Queste
forme brevi,che Barthes definiva “piccole prose” dalla
“piccola sintassi curata”, sono forme deliberatamente
minori che a differenza di un cortometraggio o un
aforisma, i quali “nascono brevi per se stessi; videoclip,
trailer, spot pubblicitari sono brevi anche in rapporto
ad altri testi -compresi oggetti e situazioni- a cui
rinviano lo spettatore consumatore, costruendoglieli
al contempo come i “veri” oggetti di valore, secondo
modalità e strategie diverse fra loro”[13],
ma in cui il rapporto tra testi è prevalentemente
di traduzione.Sebbene Ghezzi ritenga proprio lo spot
“il corto filmico per eccellenza, quello che ha sempre
presente come utopia dell’efficacia la propria stessa
sparizione”, tra corto e spot possono esserci, come
abbiamo visto, al massimo dei rapporti di parentela,o
meglio di traduzione[14].
Negli
ultimi anni,dalla nascita delle tv musicali delle
quali MTV è stata pioniera, stiamo assistendo
ad una vera e propria “estetica del corto” in diversi
ambiti, per “l’intensità evocativa di cui [le
forme brevi] sono capaci,[...]dal modo in cui toccano
la sensibilità,scavalcando ogni altra preliminare
piattaforma espressiva tradizionale”, perchè
sono luoghi di “massima creatività e anche
di trasgressione sociale e non solo espressiva”, perchè
sono le “forme stesse dell’esserci”. Nonostante ciò
è poco plausibile che il cortometraggio assuma
una centralità nel sistema-cinema , o addirittura
che riesca a imporsi nell’immaginario collettivo(così
come il videoclip o lo spot), sia per modalità
di fruizione dell’audiovisivo che comunque tendono
a “privilegiare” il lungometraggio, sia per il ruolo
dello spettatore-consumatore che è “la rete
di connessioni in cui la brevità viene fatta
precipitare e senza la quale la brevità non
avrebbe potere”[15] . In effetti il corto è
ancora considerato come “una tappa nel percorso verso
la produzione di lungometraggi[...]come esperienza
di apprendistato”[16] e trova spazio nelle scuola
di cinema del Nord America, o trova anche,nel nostro
continente, gran parte del suo sostentamento da parte
dei ministeri della cultura e vitalità nella
miriade di festival per corti.
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[1]
Ghezzi,E.Il paese più vicino(a vita è
un corto)in I corti. I migliori film brevi da tutto
il mondo, Torino: Einaudi, 2001
[2]
Cooper P., Dancynger K., Come scrivere un cortometraggio,
Torino: Lindau, 2002 cit. p. 11. Vedremo più
avanti, di approfondire questo concetto.
[3]
cfr nota 1
[4]
Belpoliti,M.Massima potenza nel minimo volume, in
I corti. I migliori film brevi da tutto il mondo,
Torino: Einaudi, 2001
[5] “Il cinema non è solo linguaggio, con tempi
verbali ed enunciativi suoi propri, ma anche una macchina
di riproduzione che riproduce essenzialmente il tempo.
La differenza fra temporalità esplicita, materializzata
dalle opere narrative e la temporalità interna,
ideale delle opere figurative è solo teorica.
Tutte le arti si svolgono nel tempo e il cinema in
quanto arte della visione può a buon diritto
essere considerato svolgimento di valori formali nel
tempo”. Papetti.E. Dispense di sceneggiatura
[6]
cfr nota 5
[7]
Wilde, Da una Conversazione.Detti e aforismi, Bur
,1999
[8]
cfr nota 1
[9]
Calvino 1988, pp 35, cit. in Pezzini
[10]Belpoliti
M., Massima potenza nel minimo volume, in Bevilacqua
E., I corti. I migliori film brevi da tutto il mondo,
cit. p.102
[11]
cfr nota precedente .
[12]
Pezzini.I Trailer, spot, clip, siti, banner. Le forme
brevi della comunicazione audiovisiva, Roma,Meltemi,
2002 cit.p.18-19
[13]
cfr Pezzini
[14]
Ghezzi,E.Il paese più vicino(a vita è
un corto)in I corti. I migliori film brevi da tutto
il mondo, Torino: Einaudi, 2001, cit. p. 67-75
[15]
Abruzzese A., Le estetiche del corto. Avanguardie
di rete, in Bevilacqua E., I corti. I migliori film
brevi da tutto il mondo, Torino, Einaudi, 2001 cit.
p. 116
[16]
Cooper e Dancyger, Come scrivere un cortometraggio,c
it.,p. 15
Bibliografia
·
Abruzzese A., Le estetiche del corto. Avanguardie
di rete, in Bevilacqua E.,I corti. I migliori film
brevi da tutto il mondo, Torino, Einaudi, 2001
· Belpoliti M., Massima potenza nel minimo
volume, in Bevilacqua E., I corti. I migliori film
brevi da tutto il mondo,
· Bevilacqua E., I corti. I migliori film brevi
da tutto il mondo, Torino,Einaudi, 2001
· Cerami V., Consigli a un giovane scrittore.
Narrativa, cinema, teatro, radio, Torino,Einaudi,
1996
· Cooper P., Dancynger K., Come scrivere un
cortometraggio, Torino,Lindau, 2002 Ghezzi E.,
· Ghezzi E., “Cose (Mai) Dette, fuori orario
di fuori orario”, Bompiani,1996
· Ghezzi E., Il paese più vicino(la
vita è un corto) in Bevilacqua E., I corti.
I migliori film brevi da tutto il mondo, Torino Einaudi,
2001
·
Papetti E., Sceneggiatura, dispense del corso di Strumenti
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· Perez X., La suspense cinematografica, Roma,Editori
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· Pezzini I., Forme brevi, a intelligenza del
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2002
·
G.Robbiano, La scenegiatura cinematografica, Carocci,2000
·
Vanoye F., La sceneggiatura. Forme, dispositivi, modelli,
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di Andrea Silvestri