"2+2=5”
I Radiohead continuano a percorrere la loro strada
lontano dai binari delle hit create per entrare in
classifica e proseguono per la loro via al rock, assolutamente
sperimentale e non definibile. Come tutto ciò
che oggi sfugge alle rigide categorizzazioni occidentali
viene chiamato post-moderno così anche la loro
musica viene definita post-rock, lì dove l’avanguardia
corre fianco a fianco con la creatività; liberazione
totale delle pulsazioni inorganiche..
Il booklet è cosparso di una città immaginaria..come
nei libri di inglese dove insegnano i nomi delle strade
e il modo di trovare la via (finding way), i colori
sono frammenti impazziti che al posto degli edifici
con le relative funzioni ha solo nomi, aggettivi,
sigle, percentuali,modi di dire, simboli.
La city dei Radiohead è astratta (anche lo
sfondo è espressionista) priva di alcun referente
reale ad una città realmente esistente, ma
proprio per questo, la sua irrealtà si adatta
a qualsiasi concentrazione urbana.
I suoi edifici sono fatti di mattoni immaginari, linguaggio
che si fa città, mondo, realtà tout
court.
L’intera struttura si configura come un’esposizione
caotica, ma assolutamente reale, di tutto ciò
che si può associare simbolicamente alla condizione
attuale dell’uomo, una semiosfera in preda ad una
overdose d’informazione, un information overload che
rende tutto confuso, sfumato e ridondante: Iperreale.
Il passaggio chiave di questo progetto dei Radiohead
è inscritto nel titolo della prima canzone
dell’album 2+2=5 , un’operazione che sfugge ai canoni
di razionalità imperanti, che ci vorrebbero
semplici calcoli di un relais multimediale, ingranaggi
di un meccanismo che non si rompe mai. Un’operazione
ridondante, come la massa di informazioni che sovrasta
e travolge l’individuo nella sua city life, più
simile ad un videogioco, ad un videoclip, ad film
o ad una fotografia che alla continuità sconvolgente
che osserviamo tutti i giorni, Matrix fa capolino.
Un’operazione piena di nonsense, illogica. dalla lettura
emerge una realtà non ricomponibile, instabile,
pronta a salti logici sempre più arditi, le
strade interpretative (letture) percorribili sono
molteplici, in quanto ogni parola può essere
sia una costruzione unica, che parte di un isolato
o di un insieme più complesso.
Parole come Ultra, Mania, Home, Danger, Video, Poor,
AIDS,Used, Sale, Media, Photo, Screen,Color sono parte
integrante del flusso di ogni città, dell’identità
sociale di ogni individuo, e vengono così a
rappresentare luoghi nei quali abitare, posti visti,
da scoprire e alcuni anche da evitare.
di Leonardo Vietri