IL PAESE DELLE FARSE


Il mondo della politica, in Italia, è qualcosa di meraviglioso. Se fai attenzione a tutto ciò che in esso vi accade, potrai imparare molti utili stratagemmi per cavartela nelle più disparate situazioni.
Ecco una lezione importante “Come far credere di voler cambiare qualcosa mentre, in realtà, si vuol lasciare tutto com’è!”, teorema che richiama, immancabilmente, il corollario “Come far ricadere su altri la colpa per qualcosa che noi avremmo dovuto fare… e non abbiamo fatto”.
La dimostrazione del suddetto teorema e annesso corollario è semplice, e prende come esempio un evento reale: il referendum del prossimo 12 giugno.
Le campagne informative recitano più o meno così: gli italiani sono chiamati ad esprimere il proprio voto su quattro quesiti referendari che riguardano la parziale abrogazione di alcuni comma della legge 40 del 2004, in merito ai seguenti temi: ricerca sulle cellule staminali, congelamento degli embrioni, diritti del concepito, fecondazione eterologa.
Il referendum sarà valido solo se si raggiungerà il quorum del cinquanta per cento più uno degli aventi diritto… e via discorrendo.
Come ogni campagna elettorale che si rispetti, in tv si alternano sostenitori dell’uno o dell’altro schieramento, ognuno con i propri slogan ad effetto per colpire meglio il pubblico.
La grande macchina dello spettacolo si è messa in moto alla grande. Polemiche in grande stile, querelati nomi importanti accusati di influenzare gli elettori esprimendo pubblicamente il loro voto, gaypride organizzato in pompa magna, con pubblica esposizione di bambini di coppie omosessuali, quasi fossero fenomeni da baraccone, orgoglio di chi li usa per rivendicare diritti civili che spettano loro a prescindere da questa squallida strumentalizzazione.
Senza entrare nel merito giuridico e politico del voto, basta fermarsi a riflettere un po’ per capire che hanno messo in piedi una farsa gigantesca, un incontro di boxe venduto in partenza.
All’angolo rosso, con il sostegno di premi nobel e scienziati, i sostenitori del si; all’angolo blu, sostenuti da Chiesa e maggioranza, i sostenitori del no assistiti dai fautori del “non voto”.
Migliaia gli spettatori, tanti i giornalisti accreditati per assistere ad un incontro che non avverrà mai.
Nessuno vuole che la legge venga modificata, altrimenti non sarebbe stata scelta una domenica di giugno per il voto. Strano come nessuno dei sostenitori del “si” si sia opposto, o per lo meno lo abbia fatto notare agli italiani.
Ma andiamo avanti.
Come si può pensare di ridurre il dibattito su un tema così complesso in semplicistiche etichette denigratorie, paventando propositi hitleriani nella creazione di una razza perfetta. da una parte e ritorno alla santa inquisizione, dall’altra!
Perché lo fanno? Perché non vogliono che la gente capisca fino in fondo come stanno le cose. Ecco perché!
Pretendono che una massa di ignoranti (senza mezzi termini, così dobbiamo definirci) prenda decisioni in termini di genetica. In termini di genetica. GENETICA!
E’ ovvio, direte, se non lo si chiede su questi temi il parere popolare, su cosa dovrebbero chiederlo, sulla manovra finanziaria, le pensioni, l’agricoltura, o l’aumento di stipendio dei nostri cari parlamentari?
Come possono pretendere che una vecchietta, a stento capace di fare la “x” sul foglio, capisca di fecondazione eterologa, e prenda una coscienziosa decisione a riguardo, quando anche chi si è informato, ha voluto capire e farsi una propria idea, ha mostrato difficoltà nell’esprimere un giudizio chiaro e consapevole.

E poi, parliamoci chiaro, prendere una decisione del genere significa farsi carico di una forte responsabilità di cui tutti, votanti o astensionisti, dovrebbero rendersi conto
La verità è che i nostri cari politici di maggioranza non sono stati in grado di creare una legge decente e i nostri cari politici loro oppositori a proporre una valida alternativa, così, per rimediare a questa insufficienza legislativa, hanno pensato “facciamo decidere il popolo. Cosa c’è di più democratico, in fondo!”.
E se le cose andranno come previsto, se non si raggiungerà il quorum, la legge resterà com’è e si accuserà il popolo italiano di scarso senso civico, di essere un popolo di bigotti strumentalizzati dalla Chiesa, incapaci di vivere il progresso.

Avete assistito allo sport nazionale più diffuso in Italia, dopo il calcio. Lo scarica barile.

di Mariagrazia Sena