POESIA:
PERLA PER POCHI ELETTI?
In una società in cui “M’illumino d’immenso”
verrebbe declassato in favore di una battuta della
Lecciso (sempre che riesca a formularne una), la poesia
sembra essere condannata al destino di una stella
alpina nel deserto del Sahara.
La frenesia della vita moderna, i fast food ed i reality
show dai contenuti culturali alquanto discutibili
certo non stimolano l’elucubrazione, la riflessione
e la stesura di più bozzetti per giungere poi
ad archetipi letterari.
Non voglio soffermarmi a parlare della “massa spugna”
che nonostante critichi la tv-spazzatura e i suoi
derivati, continua ad assorbirne qualunque “informazione”
come un automa incapace d’intendere e volere. Voglio
invece parlare di chi e con chi è in grado
di compiere delle scelte ponderate e di discernere
ciò che vale la pena guardare, leggere o discutere
da ciò che invece sarebbe meglio ignorare.
Possessori di Q.I. superiore allo 0.001% (non sono
i grassi contenuti nell’ultimo yogurt extra-light!)
mi rivolgo a voi…
Per gran parte degli zombie sopraccitati, la poesia
rappresenta un passatempo per brontosauri; mi spiace
dirlo, ma temo che la suprema manifestazione dell’arte
debba rinunciare all’aspirazione di divenire popolare.
Ciò non deve essere letto con accezione negativa,
anzi…E’ forse un bene che la poesia possa essere goduta,
interpretata e difesa da un esercito di cultori che
la difendano dalle angherie di elementi esogeni che
non potendola comprendere e conseguentemente apprezzare,
cercherebbero di privare ogni singola metafora, similitudine
o metonimia del loro significato; destino crudele
che la nostra lingua ha dovuto sopportare divenendo
preda del bestiario delle sordide frasi fatte.
Bestia ancor più crudele è l’imbalsamatrice
di menti inermi: la TV;mezzo comunicativo che svolge
un ruolo fondamentale nella fossilizzazione della
massa.
Partendo dal presupposto che la poesia non possa essere
gettata in pasto a branchi di fanatici superficiali,
risulterà lapalissiano osare sostituire un
programma di alta levatura sociale quale “Amici di
Maria De Filippi” con una sgradita serata sulla poesia
del Novecento.
Paradiso degli incompresi è invece internet,
luogo incantato in cui sognatori di tutto il mondo
possono rifugiarsi su piccole nuvole fatate volgarmente
dette SITI, sulle quali interagire dei propri interessi,
modi di essere ed aspirazioni; protetti da una meravigliosa
corazza denominata PASSWORD che preclude ogni possibilità
d’invasione agli indisciplinati barbari che minacciano
ogni forma di civile convivenza.
Cosciente del fatto che in una società basata
sulla ricchezza, la poesia non possa reggere il confronto
con lo studio dell’economia; è pur vero che
oltre al soddisfacimento dei bisogni materiali, le
persone che decidono di vivere anziché di sopravvivere,
hanno bisogno di uno sviluppo mentale la cui stesura
necessiterà di una indescrivibile eleganza
rappresentabile solo con …LA POESIA.
di
Elena Audrey