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SENILITA' BRUCIATA
(giovanilismi ad oltranza)

L’etica del Provvisorio è la rinuncia dell’Aspettativa. O meglio: un’Aspettativa che ha riposto il diadema del lungo termine. Così i sogni diventano flessibili, a tempo determinato. Hanno una data di scadenza sempre più prossima, persino nelle migliori condizioni di conservazione. Ci si abitua a guardare non oltre la parte più sporgente del proprio corpo(grazie a Dio non necessariamente il naso). Noi giovani. Noi giovani, portatori sani di maturità ci costringiamo ad abbracciare il Provvisorio con un sorriso inebetito stampato sulla faccia lampadata. Se ti può bastare: fai il giovane finchè puoi. E ricorda: il riporto è decisamente out, così come il calzino bianco corto in vista. Se non ti basta…bè allora puoi sempre crogiularti sulle note arruginite di As time goes by e inveire contro la degenerazione dei valori e del costume odierni. Ai miei tempi ci si divertiva con un niente. Orripilante: potrebbe dirlo ai nipotini, di fronte al caminetto, persino Priebke. Estremizzando l’elogio della follia di Erasmo da Rotterdam: vorrei vivere la semplice vita di un organismo unicellulare, sguazzare nello stagno della speranza di sfondare in un reality per unirmi al trenino domenicale della cattiva maestra la tv. Viviti l’ipertrofica giovinezza che ti resta, finchè puoi e se puoi anche oltre. Non bisogna essere giovani, basta poterlo essere. Un corpo da giovane con un portafoglio da adulto. Perché di giovani ce ne sono nel terzo mondo, ma un giovane senza portafoglio è comunque sostanzialmente assimilabile ad un altro essere terzo rispetto ad un primato egemone: un giovane senza portafoglio(terzo mondo) è ai limiti della terza età (occidentale). Un giovane con la pensione minima. Il problema sembrerebbe essere il seguente: il terzo mondo(sud ed est del mondo) cresce e sforna giovani senza portafoglio cresciuti con la sindrome albanese del mito occidentale(accidentale) mentre l’Occidente ristagna vecchi ai quali lasciare quei pochi infanti nativi ancora rimasti. Sempre meno adulti, che però amano farsi giovani piuttosto che fare giovani, con a carico bambini(pochi) e vecchi(troppi). Io non mi calo(le braghe). Voglio la piazzetta in testa, il doppiomento e l’artrite. Voglio passare le giornate a parlare di ricettari e ricoveri con gli altri vecchi, nei circoli bocciofili come nelle sale d’aspetto del medico generico. Ma non prima di essere stato bambino con le ginocchia sbucciate, giovane capellone cresciuto sbucciandosi le ginocchia, adulto brizzolato con bambini con le ginocchia sbucciate a carico, uomo di mezza età non dimezzata ma con zazzera dilatata e giovane capellone educato a crescere sbucciandosi le ginocchia a carico…ecc. ecc. Mi pare ragionevole, più ragionevole di un matusalemme con i pinocchietti ed il game boy in mano. Roba da avere ventanni o trenta, con la condizionale. Senza contare che Peter Pan non è più quello di una volta:la febbre del sabato sera sta degenerando in una meningite da feriale. E l’unico Campanellino che si ritrova accanto è quello d’allarme.


di Andrea Silvestri