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Messa
in piega con sorpresa
Una
seduta dal parrucchiere ha più risvolti di
quanto si creda. Il risultato estetico, spesso non
rispondente alla richiesta con conseguenti nevrosi
post-forbici pesanti alias “se potessi lo strozzerei”,
non è che una delle possibili esperienze che
tu, uomo/donna comune avrai modo di vivere in quel
regno tutto lacche e permanenti.
La più conosciuta è quella che vede
parrucchiere e cliente dissertare di facezie di poco
conto, ovvero parlare della figlia di tizio che,dicono,
sta con quel tale, ma,pare, i suoi non vogliano per
via della famiglia di lui, per non parlare di quello
che si dice della moglie dell’avvocato pinco pallino,
tutta gente per bene, per carità, sono voci,
io non ne so niente. Me l’hanno detto.
Ma a mio avviso l’esperienza più forte, e non
per tutti uguale, è un’altra: la lettura delle
riviste mentre si aspetta il proprio turno.
Le riviste del salottino di un parrucchiere si dividono
in due gruppi: quelle del settore, con tutti i tipi
di tagli possibili, la maggior parte possibili solo
per le modelle fotografate, e quelle di gossip.
Di solito le prime si fanno fuori in pochi minuti,
e quindi si passa con una certa facilità alle
seconde. Per un motivo a me ancora ignoto, riviste
con un minimo di contenuto intelligente sono bandite
da suddetti salotti.
E allora, se per qualsivoglia motivo la tua giornata
tipo non contempli ore di programmi tv targati De
Filippi - Cucuzza, o scambi d’opinione, nell’ordine,
con la cassiera del supermercato, il macellaio, la
signora del piano di sotto, e personaggi simili, l’incontro
con tali prodotti editoriali sarà illuminante.
In quei pochi minuti potrete colmare tutte le vostre
lacune su temi di rilevante importanza quali l’ultimo
flirt dell’Arcuri, il seno rifatto della showgirl
di turno o tutti i dettagli, ma proprio tutti, del
maxi divorzio tra il presentatore tizio e la bellissima
valletta di vent’anni più giovane, che si sa,
l’ha sposato solo per amore. Dei soldi.
Le rubriche vi aiuteranno, invece, ad essere più
magre, più bionde, più truccate, più
sode, più libere dai radicali liberi… e da
qualsiasi pensiero intelligente.
La maggior parte delle persone non avvezze a tale
tipo di passatempo è spinta ad arrendersi alle
prime pagine, ma sono proprio le ultime pagine che
riservano le chicche migliori: le lettere delle lettrici.
Ce ne sono di tutti i tipi e di tutti i gusti, la
maggior parte molto, molto deprimenti.
E così l’ultima volta che sono andata dal parrucchiere
mi trovo dinanzi la lettera di una disperata diciottenne
alle prese con la madre contraria a regalarle per
la maggiore età una plastica al seno e (incredibile!)
chiedeva consiglio ad uno dei tizi pseudo-famosi usciti
dai programmi della De Filippi, quelli dove, per intenderci,
devi stare lì a non fare niente, tanto ci pensa
un gruppo di sgallettate urlanti a farti diventare
un idolo senza alcun motivo.
Per sommi capi, la ragazzina si rivolgeva a lui perché
se ne intendeva di donne e gli chiedeva se la sua
fosse una giusta richiesta e se, sempre perché
lui se ne intende, è chiaro, gli uomini sentano
la differenza tra un seno vero ed uno rifatto, e se
ciò influisca sulla scelta della ragazza e
bla bla bla. Da farti cadere le braccia. Lì
ho capito che vivo su di un altro pianeta.
Tocca
a me. Mi alzo, chiudo la rivista e mi avvio a lavare
i capelli. Penso che quella lettera non sia vera,
ma scritta in redazione, come pure la risposta.
O almeno lo spero.
di
Mariagrazia Sena
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