MADRE OGGI


 

L'identità adulta è radicata nelle identificazioni infantili. La donna si è riconosciuta presto e spesso nell'immagine di madre, immagine simboleggiante oscure promesse di prestigio, di potere e di una misteriosa beatitudine, vedi l'icona della Vergine Maria che soddisfatta tiene in grembo il suo piccolo. La rappresentazione mentale di madre implica un ruolo con le sue regole, quali elementi dell'eredità sociale. Così, la società prescrive per la funzione del ruolo materno, un concetto di cura; che significa preoccupazione e occupazione. La donna quindi svolge, per ruolo, alcuni compiti e funzioni che le sono assegnati socialmente, ma, di fronte a queste aspettative può manifestare un disagio cui spesso non sa dare un nome ed un significato. Nella società attuale, in seguito a correnti femministe, ad alcune donne, che hanno combattuto attraverso la cultura e l'inserimento nel mondo del lavoro maschile, è stato permesso abbandonare questo ruolo passivo. Essere madre, in questo ambito, è giusto e opportuno e l'evento è vissuto in modo razionale e tecnico affinché possa essere gestito proficuamente e non investito emotivamente. Si tratta delle nuove mamme, per le quali l'imperativo sociale è efficacia ed efficienza. Queste nuove madri sono ben lungi dall'aver raggiunto una posizione scevra da pregiudizi e attributi aprioristici. In Occidente, la moda attuale denigra la maternità e l'educazione dei figli. Il ruolo materno è considerato una categoria di secondo ordine, che se vissuta come attività principale dovrebbe essere motivo di vergogna; la società etichetta la madre felice e appagata come sciocca, sognatrice e sdolcinata, quali categorie antitetiche alla donna intelligente che non sacrifica il suo "essere" e le sue ambizioni per dedicarsi ai propri figli. A queste nuove aspettative sociali, alcune donne rispondono con l'accantonamento del loro desiderio di maternità, o celandolo dietro i sempre più frequenti e svariati disturbi di fecondità o rifiutandolo esplicitamete. Queste nuove donne, anche se sublimano al massimo il loro desiderio di concepimento con numerose attività, arriveranno a percepirsi, una volta raggiunto il climaterio, come incomplete, poiché la stessa società che le invita a non procreare, in un linguaggio schizofrenico, le additerà come inabili a portare avanti un progetto di vita tipico della specie umana.


Di Katia Carlini