“Nostra Signora della Musica” infiamma lo stadio Olimpico

 

Con uno “show” impressionante Madonna si conferma icona mondiale della cultura Pop.

Biglietti esauriti in attimi fulminei e rivenduti a prezzi da infarto, fan in delirio, mastodontica e precisissima organizzazione, ballerini iperscolpiti nelle forme di una iconologia da manuale, due ore di show che sembrano il sequel diretto di Mulein Rouge di Baz Lhurmann: signori e signore ecco a voi Madonna.
Confession On a Dance Flor è il tour più atteso da qualche anno a questa parte, ma non di certo per la musica turpiloquiante e martellante, ma per la portatrice indefessa di un manifesto al proprio narcisismo che è Madonna. Luisa Veronica Ciccone a 47 anni suonati, sembra una ragazzina di appena venti, che salta da una parte all’altra di un palcoscenico, da brivido erotico dietro la schiena, avvolta in una miriade di costumi firmati da Gautier, accompagnata da un gruppo di ballo scatenato ( economicamente vestito da H&m), e con uno sfondo degno di Federico Fellini. È inutile sferrare critiche bacchettone o da “purismo musicale”: in uno show del genere la musica è l’ultima cosa. E sì perché alla fine tutti sanno che la voce non è il punto forte di Madonna, ma che importa, se ci si trova di fronte ad un evento mondiale. Di lei si sa e si è detto tutto, pure l’inverosimile, ma non si è mai capito quando abbia firmato il patto con il diavolo per un successo totale che non vede la via di esaurirsi e che disco dopo disco la allontana dal rischio di mausoleizzazione di se stessa e la riconferma emblema mondiale della cultura. Quanti i personaggi che lei ha creato? Tanti, dato che alla fine, più che una cantante, lei è una perfetta attrice: ragazzina sbarazzina che vuole perdere la verginità, donna che incontra e bacia Dio, erotica pornostar, intimista sognatrice, dittatrice, essere new age, cow girl, soldatessa e infine discotecara che fa riesumare lo splendore del mitico studio 54 di New York. Il suo ultimo lavoro, ( disco sarebbe troppo) è un perfetto resemble della musica e delle atmosfere patinate e presuntuose degli anni 80, dove lei ha mosso i primi passi. E al di la di un doppio dvd cd live del suo ultimo tour, è qui che si riesce a comprendere il vero fenomeno “Madonna”. Due ore di spettacolo, iniziate con il consueto ritardo delle dive, una divisione in tre atti (passato, presente e futuro) che mostra la sua ( e la nostra) storia e le sue canzoni, sapientemente snocciolate in nuovi pezzi dance e cavalli di battaglia storici. E i cavalli sono una delle innovazioni del nuovo credo di Madonna, quasi venti sul palco, alla faccia delle polemiche pseudocattoliche e di tutta la simbologia sessuale di Freud. Amazzone, domatrice e poi novella Gesù Cristo, crocifissa su una sfavillante croce di Swaroski color rubino . I successi storici li fa tutti, ma particolare menzione va forse al suo capolavoro “Like a Prayer”. Lo scandalo di allora è vivo ancora, e non è poco, ma soprattutto non è da poco uno show del genere, emozionante e barocco, da 10 &lode.

di Gabriele Marcello