Innamorato
non sò di chi
(ovvero:divagazioni romantiche di un cinico ubriaco)
"Mi
ricorderò di te, ma un ricordo non si ama
appassisce tra le pieghe della vita quotidiana."
Sergio Caputo
La
nostalgia ha sempre un passato, la felicità
un futuro che ancora non ci appartiene. Potrà
mai? Boh, non saprei, ma ognuno è libero
di rendersi infelice come meglio crede. Qualcosa
in cui credere, qualcosa per cui cedere. Per bene
che vada: qualcosa da cedere. Finirci per credere…ma
sì , accendo la tv: ricettari per la felicità,
orgasmi culinari ipocalorici in compresse effervescenti.
Tutto qui? “Tutto qui” verebbe da chiedersi a guardarsi
attorno. Tutto qui. O forse no: oramai credo solo
alle favole che mi racconto.E divento, ogni giorno,
sempre meno credibile. Vorrei aver avuto vent’anni
nel sessantotto per dire di aver fatto il sessantotto
e spacciare per rivoluzione il quarto d’ora della
ricreazione: che “io ho fatto il sessantotto” avrei
potuto con orgoglio raccontare, tra una boccata
di pipa ed un sorso di barolo, nelle uggiose tavolate
domenicali col parentato. Oggi cosa mi metto? Sposto
i mostri nell’armadio, indosso una camicia rosa
shoking e porto a pisciare il cane. L’amore che
non c’è, l’amore che non trovi…è così
che le nostre perversioni si arrendono alle quotidiane
frustazioni, devastanti relazioni…è così
che…che le emozioni ammuffiscono nel cuore come
mezze erezioni…è così che…e poi, e
soprattutto: cosa serve per essere felici? Guardavo
il cane domandando: “tu che ne dici?”. Quello che
ti manca. Manca appena quello che ti manca per essere(o
meglio:sentirti) felice: quello che ti manca perché
non hai, quello che ti manca(ecco di nuovo la nostalgia)
perché hai perso, quello che non sei riuscito
a perdere perché non hai mai avuto...idealizzando
il tutto(quel tutto del “tutto qui”), questa vita
ti potrebbe sembrare persino vivibile. L’alternativa?
Uscire in balcone ed aspettare che ti vengano a
prendere gli alieni. Se proprio ci tieni…intanto:cosa
mi manca…cosa vorrei…vorrei essere forse la volontà
che voglio, pura volontà desiderante, ecco
sì: perdere completamente concretezza per
non cementificare le emozioni. Essere come di fumo.
D’altra parte essere realista ci fa perdere completamente
i contatti con la realtà. E poi l’unica forma
di introspezione plausibile, oggi come oggi, è
l’anoscopia. Quindi ridatemi il sentimentalismo
holliwoodiano anni Cinquanta, i “non arrossire”
di Gaber e i tenerelli. Voglio una donna con la
gonna che non voleva i pantaloni, che non vuole
andare ovunque ma solo in paradiso e che non si
dia cento colpi di spazzola prima di andare a letto(con
chiunque, me escluso). Dallo zoo di Berlino al bioparco
di Roma, androgini visitors mi molestano l’ingenuità.
Datemi pure del maschilista. Una volta ero meglio
di così, o almeno credo. Aprire al portiera
ad una camionista è un gesto di romanticismo
ad oltranza. A cui comunque non sono disposto. Sento
di essere innamorato, non so bene di chi o cosa.
Sò soltanto come: assolutamente, sinceramente
e indelebilmente. E’ un amore dequilibrante e vago.
Vago, soprattutto. Divago: ho semplicemente bevuto
troppo.