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EROI DOPATI E PUBBLICI DOMATI


Quale erba rende Popeye tanto forte? Gli spinaci, risponderebbero ingenuamente i meno accorti. Così come non vedrebbero nulla di dopante nel succo fruttato degli orsetti Gummi, nella pozione magica del druido di Asterix ed Obelix, nelle noccioline radioattive di Super Pippo, o nei filtri di Hourman e Steve Rogers. Il libretto di istruzioni “Come diventare Captain America” , sbiadisce ora non tanto per l'interdizione del salutismo moralizzatore contemporaneo(che trova nel calcio il luogo di coltura più adatto), quanto piuttosto per le umidi infiltrazioni post-televisive: non più antieroi, né eroi dopati, ma non-eroi eroinizzati dal piccolo schermo. La telegenia rende lo spettatore (a cui non spetta ormai più lo sgabbello e la poltrona di soporifori talk, ma il trono onirizzato di “Uomini e Donne”) eroe dei non telegenici, attraverso il passaggio nell'altra dimensione dello schermo televisivo. Steve Rogers oggi non si trasformerebbe in un Captain nazionale, ma in uno “Steve” nazionalpopolare, corteggiato e sfidato dal pubblico a casa(persino i concorrenti si fanno pubblico) e dal suo simulacro televisivo. Così come l'uomo lupo porterebbe oggi con sé la luna in una fiala, ma si trasformerebbe, per bene che gli possa andare, in un chiwawa.


di Andrea Silvestri