Prima che Zeus creasse le cubiste

La Discoteca nasce e si sviluppa nei primi anni Sessanta, parallelamente al declino della sala da ballo con orchestra (della quale la discoteca costituiva l'alternativa a buon mercato e luogo di dominio quasi esclusivo di afroamericani, ispanoamericani e omosessuali) e un decennio prima che la discoculture febricitasse il mondo.

La discoteca avrebbe rappresentato in questo lasso di tempo non soltanto un posto1 dove ballare sfarzose orchestrazioni su ritmiche funk, ma uno spazio di spettacolarizzazione della devianza2, di aggregazione di una nuova generazione di edonisti e di liberalizzazione del costume.

A metа degli anni Settanta la disco music deborda come un immenso blob fucsia dai club underground(prevalentemente gay oriented3) e conquista i mercati con brani come “Love’s Theme” di Barry White, “Rock Your Baby” di George McCrae, “Rock the Boat” della Hues Corporation e in particolare “The Hustle” di Van McCoy e “Love To Love You Baby” di Donna Summer. Ma la massima espansione del genere coincide con il ritorno in auge dei Bee Gees (con la riconversione forzata alla disco, imposta dal loro produttore Robert Stigwood), e fondamentalmente (cosм come era successo per il rock con Elvis) con l'appropriazione commerciale dei bianchi. Nel 1977 esce “Saturday Night Fever” e “La febbre del sabato sera” contagia il pianeta: il nuovo sex symbol Travolta nel ruolo di Tony Manero racconterа il mondo giovanile e i suoi nuovi universi valoriali ed estetici, oltre ad imporre uno stile e un look che influenzerа moda e modi di consumo del decennio. Al successo del film e della disco music seguм un’esplosione dei consumi (dai dischi, agli abiti, sino all' iscrizione in massa alle scuole di ballo...con una miriade di emuli in campo cinematografico e contaminazioni del teatro, della televisione e dell'industria culturale in genere4) e l'emersione di generi/contaminazioni, di nuovi rapporti di potere e figure professionali nell'industria discografica. La discomusic oltre a stabilire nuovi rapporti tra produttore e interprete, rapporti sensibilmente sbilanciati a favore del produttore, esalta il ruolo funzionale del dj nella determinazione del successo (e dell'insuccesso) di un brano e addirittura nella evoluzione della disco verso i gusti del pubblico. Proprio questa stretta aderenza al pubblico, riesce a spiegare l'esplosione della discomusic, piщ di quanto non faccia il semplice assunto della “commercialitа” del genere. Commercialitа sta ovviamente per un commerciale di bassa qualitа. In effetti, essendo quella discografica una industria, non ha molto senso parlare di differenze di grado lungo la scala del commerciale come un termometro per misurare la qualitа di un brano o peggio di un genere, perchи quello che viene prodotto, viene prodotto per essere venduto. La contrapposizione tra rock e disco, veniva assunta a livello qualitativo-contenutistico, anche se non mancavano malcelati (quando non erano del tutto ostentati) fenomeni di reazione machista, conservatrice e razzista alla emancipazione delle minoranze etniche e sessuali. Quello che perт non veniva colto, era la carica eversiva del fenomeno disco e la sua aderenza a nuove pratiche di consumo e rappresentazione, la ricerca di nuovi spazi sociali di espressione e ri-creazione del tempo libero: quella che veniva additata dalla critica (ma anche dai puristi delle sonoritа afroamericane) come musica superficiale e disimpegnata ergo di bassa qualitа era in realtа l'espressione generazionale dei nuovi modi di fruizione dei prodotti della cultura di massa. Ciт sarа piщ evidente nel passaggio dall'edonismo degli anni Settanta, agli eccessi degli anni Ottanta, in quel ponte costituito dal declino della disco(“Disco Sucks!”) e l'affermazione del punk (in qualche modo interpretabile alla luce di quanto detto come riaffermazione del rock, e dei rapporti di potere tradizionali5) , e con la diffusione dell'Aids, la riconduzione delle devianze a forme virali da “quarantenare”. Diffusione e declino sono state recto e verso della stessa pagina di questo grande fenomeno musicale e sociale:chiude il mitico Studio 54, si acquieta lo spirito dionisiaco della festa continua che aveva contraddistinto il decennio e la discoculture si ritira nei clubs underground dove era nata.




Note: Nel solo biennio 1974-75 negli States l'icrremento del numero delle discoteche и quasi del 900% (Jones – Kantonen, 2000)

«la figura del consumatore della “bassa” disco-music venne sociologicamente emarginata su base sociale e sessuale: uomini della classe operaia privi di cultura, donne emozionalmente instabili e omosessuali» (Jones – Kantonen, 2000, p.115)

Superfluo dire che la recessione della metа degli anni Settanta, rese appetibili all'industria discografica persino le minoranze, che aveva sinora snobbato, come pubblico-consumatore.

Come emerso dalla terza Disco Convention, organizzata dalla rivista Billboard a New York, con un fatturato di quattro miliardi di dollari la disco music era seconda solo all'industria cinematografica di Holliwood!

«Il rock [...] и un ballo fortemente maschile, come anche il boogie. Comanda l’uomo e la donna и un oggetto che gira, che fa vortici...» (Antonelli – De Luca, 1995, p.24)

di Andrea Silvestri