Bambini e sport: iniziamo
dal gioco
I bambini mostrano una decisa e naturale volontà
di muoversi. Per loro la pratica dello sport rappresenta
una preziosa opportunità di crescita: per
esserlo davvero, tuttavia, dev’essere un gioco,
da vivere con gioia insieme ai coetanei, e deve
mirare al benessere psico-fisico insegnando i fondamenti
dell’attività motoria e favorendo la socializzazione.
Nell’età compresa tra i cinque ed i sette
anni tra i diversi fattori che fungono da incentivo
all’attività sportiva ci sono il gioco e
l’agonismo. Quest’ultimo, in particolare, riveste
importanza poiché traduce in realtà,
a livello simbolico, bisogni naturali dei più
piccoli collegati all’aggressività, all’autoaffermazione,
all’interazione autonoma con la realtà circostante.
L’adulto di riferimento dovrebbe assicurarsi che,
nei primi tempi di pratica sportiva, il bambino
sia indirizzato verso un percorso di crescita fisica
e psicologica in cui l’agonismo venga coltivato
e gestito, perché utile al suo sviluppo psichico
ed emotivo, ma non esasperato: nel rispetto delle
esigenze dei bambini è bene evitare lo stress
agonistico così come può essere vissuto
dagli adulti, per non incorrere in futuro in sintomi
di psicopatologie dell’atleta, quali la sindrome
da paura dell’insuccesso e l’eccesso di ansia pre-agonistica.
La scelta migliore è incoraggiare i propri
figli a provare un po’ tutti gli sport, magari iniziando
da quelli più formativi da un punto di vista
motorio e preferendo gli ambienti in cui l’atmosfera
sia accogliente e distesa. In questo modo i bambini
possono imparare, nel corso degli anni, attività
diverse, e scegliere solo in seguito quella giusta
in base al gusto personale e alla compagnia.
In linea di massima, è utile sapere che gli
sport di gruppo favoriscono nei piccini la socializzazione
e la comunicazione, insegnando loro a contare sugli
altri. Svolti nel giusto clima, quindi, possono
aiutare i più timidi e riservati. Gli sport
individuali, invece, li portano a misurare direttamente
i propri limiti, sviluppano autodisciplina e senso
di autonomia, aumentando la gratificazione personale.
In ogni caso, è necessario ricordare che
per i bambini non conta tanto che sport si fa, ma
come lo si fa. È importante quindi che per
i piccoli la pratica sportiva non sia orientata
alla prestazione, ma al divertimento: uno sport
che richieda di aderire a standard esterni, che
siano le ambizioni frustrate dei genitori o un modello
di fisico particolarmente prestante ed esteticamente
desiderabile, fa solo male ai nostri figli.
BIBLIOGRAFIA:
Alessandro Ruffilli: COME AVVIARE I BAMBINI ALL’ATTIVITÀ
SPORTIVA “Le cose da sapere quando si affida il
proprio figlio ad un preparatore sportivo”
Di Laura Carta